Appello alle parole

paroleAscoltatele le parole.

Le parole parlano, dategli peso.

Le parole gridano, sussurrano, piangono.

Hanno corpo, hanno gambe e braccia, hanno dita che cercano di sfiorarvi.

Chiunque riesca a scavare dentro di se, alla ricerca di parole mai dette prima e riesce a pronunciarle, per convincervi ancora una volta delle sue intenzioni, merita una possibilità ancora; non negatela quella possibilità.

Se non si ascoltano le parole, ecco, finisce il mondo, addio pace e armistizi, mai più accordi e mercati, niente buoni propositi, promesse, giuramenti, matrimoni e battesimi, saluti lungo i binari… no dai, non lo fate.

Si deve ascoltare, ascoltare e ancora ascoltare, fino a non sentire più nessun suono provenire dall’esterno, perché quei suoni vi sono entrati dentro e si stanno facendo strada con la loro forza, fino a farvi capire il loro senso più profondo.

C’è chi si aggrappa disperatamente alle parole, come fossero l’ultima difesa, l’ultima possibilità, l’ultima rivincita, l’esorcismo più importante, quello fondamentale per salvare ciò che resta loro e da lì provare a ripartire.

Le pronunciano a voce alta quelle parole, o le scrivono sulla carta affidandole agli aeroplani lanciati dalla finstra.

Qualcuno finisce col provare anche la trasmissione del pensiero, per arrivare alla vostra mente e alla vostra anima, che se davvero esiste la trasmissione del pensiero almeno niente è lasciato intentato, anche se le possibilità di riuscita sono tante quante ne avreste lanciando una bottiglia in mare con la speranza che qualcuno legga il messaggio che ci è stato messo dentro.

Quelle parole le hanno gridate, poi sussurrate e piante.

Con tono pacato, incazzato, speranzoso, disperato, ironico e sarcastico, provano a farsi forti della convinzione che le parole possono tutto, devono potere tutto, per forza o per amore, davvero riescono ad aprire le acque e a fermare i terremoti, o più semplicemente convincere ancora una volta per un altro si…

Hanno affidato alle parole tutte le loro buone intenzioni, i loro impegni e il giuramento di cambiare, di essere delle persone diverse, addirittura migliori, persone in cui credere ancora o credere di nuovo, perché all’occorrenza riescono a farcela e in un modo o nell’altro ne vengono sempre fuori e le loro parole lo testimoniano, le loro storie lo raccontano, se è vero che sono ancora lì in piedi nonostante tutto.

Non si possono non ascoltare le parole di queste persone, specie se queste non hanno mai mentito, non hanno mai barato, non hanno mai fatto del male e se lo hanno fatto non è stato per disinteresse o distrazione, ma solo perché gli è capitato per sbaglio in una giornata storta…

Non si può non credere a quelle parole o rimanere indifferenti, perché chi usa così tante parole ci mette del sentimento, ci mette dell’amore e sarebbe sentimento e amore buttati via senza neanche quel poco di rispetto che meritano, in una vita, accidenti, in una vita in cui c’è così bisogno di un sentimento e di un amore in cui credere e quelle parole sono lì per riaffermare questo.

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