L’Abc della tempera – parte 2 di 2

codivilla

All’una e cinquantanove, dopo molti viaggi avanti e indietro, cominciavano ad esserci molte righe tracciate sull’asfalto, righe parallele, perpendicolari, diagonali, cerchi, semicerchi…

Il lavoro era quasi finito e stava venendo proprio bene.

Altre macchine erano passate di lì facendolo nascondere ogni volta, ma per fortuna senza che nessuno si accorgesse di lui.

Mentre si accingeva a tracciare le ultime righe della frase, dalla parte alta di Via Codivilla si iniziarono a sentire delle delle voci, prima indistinte poi sempre più forti.

Qualcuno stava parlando a voce alta; forse un po’ troppo alta…

Poi le voci diventarono vere e proprie grida, come di una lite.

Che cazzo succede adesso, possibile che non si riesca a stare in pace neppure a quest’ora!

Si fermò vicino alla macchina, appoggiò il pennello sul bordo del secchio e tornò al centro della strada, con le orecchie dritte, guardando verso il punto dal quale si sentiva gridare, senza però poter vedere niente: le persone, forse tre, rimanevano nascoste dietro la prima curva di via Codivilla. Non si capiva cosa stessero gridando, forse non erano neppure italiani.

Poi uno scoppio.

Porca troia! Ma sono scemi? Che cazzo fanno? Istintivamente tornò a nascondersi tra le macchine in sosta.

C’era stato uno sparo. Quello scoppio era uno sparo!

Vai a sapere cosa stavano facendo lassù, meglio restare un po’ nascosti.

Dopo un attimo ancora altre grida, poi una prima macchina si mise in moto e sgommando se ne andò verso l’alto, in direzione del Rizzoli, un’altra invece si allontanò in direzione opposta, verso il basso, sfrecciandogli davanti.

– Cazzo anche questa adesso, vaffanculo va… Tornato il silenzio si mese a fare gli ultimi ritocchi, con un po’ più di apprensione di prima…

Alle due e zero otto squillò il cellulare di bordo.

Si pronto, qui è Il Maresciallo Parisi.

– Si Parisi, qui è la Centrale Operativa, vedi che ci segnalano colpi di arma da fuoco in zona San Mamolo, via Codivilla… o limitrofe, vedi di accertarti dell’accaduto.

– Ricevuto, siamo in via Santo Stefano altezza via Fondazza in direzione della porta, confermo intervento, ci rechiamo sul posto.

– Ricevuto. Verificate perché magari è solo un falso allarme, però recatevi celeri. Aspettiamo aggiornamenti appena sul luogo. Chiudo.

– In via Codivilla, vai vai! Sembra che si sparano..

L’alfa 156. sotto il piede del Carabiniere scelto Vuovolo che pestò forte sul gas, abbassò il culo e scattò lungo il selciato di via Santo Stefano.

Metto la sirena Maresciallo?

– Mo’ vediamo come va sui viali…

Sfilarono davanti alla Chiesa del Baraccano e si avvicinarono alla Porta.

In quel punto non avrebbero potuto girare verso destra sui viali, ma Vuovolo sapeva che quella era la via più breve: una curva a 90 gradi per girare intorno a uno dei due edifici di Porta Santo Stefano, poi davanti all’ingresso dei Giardini Margherita, nel punto in cui la strada è più stretta, per immettersi in viale Gozzadini.

Vuovolo strinse un po’ troppo la curva e con la ruota posteriore destra finì col passare sul marciapiede

Cazzo Vuovolo ci vogliamo arrivare in Codivilla o no? Fa un po’ d’attenzione. Mi sa che la tua Francesca ti distrae un po’ troppo. La testa sul pezzo, eh! Vai vai!.

– …

Da Porta Santo Stefano a Via San Mamolo saranno mille, milleduecento metri di rettilineo lungo i viali, a quell’ora quasi non c’erano auto e l’Alfa 1.8 TS 16V del 2002 avrà pure avuto i suoi anni, ma poteva sempre vantare un dignitosissimo da 0 a 100 in poco più di dieci secondi e Vuovolo le sapeva tirare il collo a dovere.

… … …

Una rullata per rinforzare la gamba della R, un’altra per accentuare le curve della S.

Si fermò, fece qualche passo indietro per vedere il suo lavoro da qualche metro di distanza e si sentì soddisfatto.

Dai che è venuta proprio bene. Peccato sia troppo buio per fotografarla…

… … …

Arrivati poco prima di porta Castiglione, lanciati già sui 115 chilometro orari, Il Maresciallo Parisi e il Carabiniere Scelto Vuovolo percepirono all’unisono una vibrazione anomala provenire dalla ruota posteriore destra dell’autovettura.

Si scambiarono un occhiata mentre il volante iniziò un po’ a vibrare tra le mani di Vuovolo.

E che cazzo succede adesso….

– È la ruota Maresciallo… quella dietro a destra mi sembra…

– Si si, vai, che quasi ci siamo, vedi che non è niente, siamo quasi arrivati vai!….

Non sarà stato niente, se lo diceva il capo equipaggio si andava lo stesso, pensò Vuovolo, alzando però leggermente il piede dal gas.

Poco prima dell’incrocio con via San Mamolo, la macchina vibrava sempre di più, ma ormai erano quasi arrivati, duecento metri e sarebbero stati in Codivilla. Allora gas.

– Vuovolo metti la sirena va, si sa mai che non ci venga addosso un stronzo di ubriaco uscito di discoteca…

Partì l’ululato, l’Alfa quasi non accennò a rallentare sull’incrocio, imboccando via San Mamolo per poi infilarsi dopo venti metri in via Codivilla.

Le ultime tre svolte, piuttosto strette e prese in velocità, che giravano tutte e tre a sinistra, risultarono fatali alla ruota posteriore destra: lo squarcio nello pneumatico, provocato dal passaggio sul marciapiede di Porta Santo Stefano, cedette definitivamente e L’Afa si trovò all’imbocco di via Codivilla a muoversi con solo tre ruote e un cerchio metallico nudo, che strisciando sull’asfalto cominciò a far partire delle vistose scintille.

Cazzo Vuovolo cazzo! E ferma ‘sta merda di macchina, mica ci dobbiamo ammazzare! E pensa a quello che fai Cristo!

Vuovolo rallentò, la macchina zoppicava, Parisi era incazzato, lui pensava a Francesca, chissà se dormiva di già a quell’ora di sabato…

E spegni anche ‘sto cazzo di sirena, che ci facciamo ridere dietro, la sirena a cinque chilometri all’ora e una ruota sgarrupata, cazzo Vuovolo!

– Merda i carabinieri, merda merda merda che faccio ora…

Rimase impietrito, col rullo in mano rivolto verso l’alto.

Il colore, che gli colava dal pugno, lungo il polso, fino all’avambraccio, iniziava a inzuppargli la manica della camicia, che prima di iniziare per precauzione aveva pensato di arrotolarsi, precauzione rivelatasi a questo punto del tutto inutile, visto che adesso aveva altro di cui preoccuparsi…

L’Alfa, arrancando un po’, si fermò davanti alle lettere finali della frase tracciata sull’asfalto.

E mo’ questo chi è?…

Vuovolo prendi l’arma, che non sia uno di ‘sti drogati di merda, un rumeno o chissà chi cazzo. Scendo io, tu stai in campana…

Il Maresciallo Parisi scese dall’auto e fece due passi in avanti

Cosa sta succedendo qui?

– …eh, ecco… ma no, niente, è che…

– Posi quel pennello per favore, si allontani dall’auto e mi favorisca i documenti… cosa sta facendo qui? Vediamo un po’…ah abbiamo un graffitaro…

Il Maresciallo Parisi si spostò verso il centro della strada, fece un paio di passi indietro e si mise a leggere la scritta

Oh Vuovolo vieni a vedere, mi sa che poco fa ci avevo preso, ah ah ah ah! Abbiamo trovato quello che si fotte la tua ex fidanzata.

Vuovolo uscì dall’Alfa con a Beretta d’ordinanza in pugno avvicinandosi con circospezione al superiore e tenendo d’occhio il tipo con il braccio colorato di bianco.

Guarda un po’ se non avevo ragione ah ah ah ah!… e indica la scritta sull’asfalto

Vuovolo non capì subito cosa stesse accadendo; non vedeva cosa ci fosse di così divertente in quella situazione: bloccati da una gomma bucata, come due fessi qualunque. mentre correvano per la segnalazione di un possibile conflitto a fuoco, e adesso quel tipo che avevano fermato, con quel braccio colorato di bianco…

Abbassò lo sguardo verso terra e lesse la scritta

Porca puttana… mormorò stringendo il calcio dell’arma; lanciò un’occhiata al tipo immobile, poi al superiore e di nuovo verso a scritta.

– Porca puttana!…. questa volta ad alta voce

– Ma tu chi cazzo sei! Disse con la voce che gli era improvvisamente diventata roca, rivolto al tipo immobile col suo braccio bianco…

– No no guardi, io non ho… ecco, non ho… fottuto nessuno, meno che mai… neppure la conosco la sua fidanzata… io sono qui perché lei, cioè…

– Vaffanculo! Sta’ zitto stronzo! Il braccio destro di Vuovolo si irrigidì piegando il gomito così la pistola che un attimo prima puntava verso il basso, adesso si trovava ad altezza d’uomo.

A spezzare la tensione arrivò lo squillò il telefono nella taschino della giacca di Parisi.

Centrale operativa sono Il Maresciallo Parisi, abbiamo avuto un inconveniente, ci si è scoppiato uno pneumatico, richiediamo l’intervento del carro attrezzi.

– Parisi, come cazzo lo troviamo un collega che vi venga  a prendere col carro attrezzi a quest’ora. Segnalate la vostra posizione che mando una pattuglia. Per i colpi d’arma da fuoco ci sta pensando la pattuglia del Maresciallo Alberti, che se aspettiamo voi fanno in tempo a fare ‘na carneficina. Ma io dico, roba dell’altro mondo…

– Si, via Codivilla, quasi all’inizio…

Un attimo di silenzio; Parisi masticò qualche parola incomprensibile con gli occhi rivolti al cielo.

Poi si accorse del Carabiniere scelto Vuovolo con la pistola spianata.

Non facciamo cazzate Vuovolo, la testa sul pezzo! Metti la pistola dentro, hai fatto già abbastanza stronzate stasera…

Poi tornò a guardare la scritta; dopo averla letta ancora una volta si rivolse al tipo col braccio bianco

Mi scusi se sono indiscreto: e chi sarebbe quest’altra FRANCESCA TI AMERÒ PER SEMPRE?

– È la mia… cioè, era la mia ragazza. Mi spiace, lo so che è una sciocchezza, ma sa… quando uno sta come sto io non capisce più niente e finisce che si fanno delle cazzate… Lei tutti i giorni parcheggia qui…

– Mmm… capisco….

– Maresciallo, mi scusi, ma qui ci sono tutti gli estremi per atti di vandalismo e pure gli estremi per danneggiamento della pubblica proprietà, non crede che dovremmo…

– Vuovolo che fai, cerchi vendetta? Ah ah ah ah. Non hai capito? Mica davvero crederai che è lui che si fotte la tua ex, no? È un omonimia, due persone con lo stesso nome, sai quante ce ne sono che si chiamano Francesca come la tua ex? Questo sta passando un guaio come il tuo, capisci? Ecco…

– …

Va buo’… senta lei, io adesso le restituisco i documenti, lei si riprende il suo secchio di vernice, il pennello e se ne torna a casa e facciamo finta di non esserci mai visti. Vada, che stasera le è andata bene che ha trovato un carabiniere…- si voltò un attimo verso il Carabiniere scelto Vuovolo – …due Carabinieri che credono ai sentimenti, vada.

… … …

Le due e trentacinque

Maresciallo, con rispetto, non avremo fatto una cazzata a lasciare andare via quel tipo?

– Ma no Vuovolo, quello, senza offesa, davvero è un disgraziato come te, intendo?

– ….

–  E poi… come ti devo dire… quello è un gesto romantico, una cosa che piace alle donne: magari quella scritta la vede pure la tua Francesca, crede che l’hai fatta te, ci ripensa e torna a cercarti…

FINE

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2 thoughts on “L’Abc della tempera – parte 2 di 2

  1. Rudy, hai la stoffa dello scrittore: che sia la tua nuova dimensione?
    Di certo è un augurio. Ciao

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