Economia geometrica

Una scatola da scarpe misura mediamente circa 33 centimetri di larghezza, 22 centimetri di profondità e 14 centimetri di altezza.

Una banconote da 100 euro misura 140 per 77 millimetri con uno spessore di 0,075 millimetri.

Una mazzata di 100 banconote da 100 euro è alta un po’ meno di un centimetro e vale 10.000 euro.

In una scatola da scarpe possono starci circa 114 mazzette da 10.000 euro l’una, cioè  un totale di 1.140.000 euro (un milione e cento quarantamila).

Questa è un’unità di misura che ognuno di noi ha sotto gli occhi tutti i giorni, nella scarpiera di casa, nel ripostiglio, sotto il letto, in garage, in soffitta o cantina. Un’unità di misura giustamente trascurata, mai presa in considerazione, chi misurerebbe mai qualcosa “a scatola di scarpe”?

Ci pensavo ieri sera, riponendo delle scarpe e pensando se lì dentro ci fossero stati dei soldi e quanti ce ne sarebbero potuti stare; uno di quei pensieri buffi che fra tanti altri ci balenano in testa e che subito evaporano sostituiti da altri, più importanti, o altrettanto insignificanti.

Immaginate per un momento che l’attuale Amministrazione del Comune di Massa Marittima abbia lasciato dentro casa di ognuno di noi, due scatole da scarpe, con dentro 1.930.000 euro, quelli che sta pagando dal dicembre del 2017 a titolo risarcimento ai proprietari, per la vicenda dell’Area Ex Molendi.

Tutti i giorni vedi quelle due scatole, una piena e l’altra mezza vuota, ma non ci fai mai troppo caso, occupano poco spazio, le scatole contribuiscono a dare un senso di ordine e dovunque le metti, tutto sommato, non disturbano più di tanto, con un piede le fai scivolare sotto il letto e quasi ti scordi di averle.

Dentro quelle scatole, senza saperlo, conservi una somma con la quale si potrebbero fare tante cose, come asfaltare molte strade che avrebbero bisogno di molto più che una manutenzione ordinaria. Avete presente lo scheletro della palestra dietro l’Area dell’ex Agraria? Con quei soldi i lavori potrebbero essere terminati. La piscina! La piscina potrebbe finalmente avere una manutenzione che sia davvero tale. Una bella campagna promozionale per promuovere la Città in ungo e largo? Si potrebbe fare. Ripristinare quella zona di Via Curtatone distrutta da un’esplosione più di trent’anni fa, oppure riaprire il cinema teatro Mazzini, o ripavimentare in pietra serena tutta piazza Garibaldi, il Corso e San Michele e potrei continuare per altre tre pagine…

Poi vi ricordate di quelle due scatole sotto il vostro letto, vi chinate, le tirate fuori e scoprite che sono vuote, niente soldi e neppure le scarpe. Così niente palestra terminata, niente pavimentazione della piazza, niente promozione turistica, niente teatro Mazzini, niente di niente insomma…

Non è tanto per quelli della mia età (io neppure ci vivo a Massa) o quelli ancora più vecchi di me.

È per i ragazzi, per i quali questa somma rappresenta una porta definitivamente chiusa, una porta sbattuta sulle loro facce da questa Amministrazione in carica, erede e prosecutrice politica e morale delle precedenti amministrazioni che tutto questo permisero, avallarono e risolsero facendone pagare le spese alla cittadinanza.

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