
Ricordo che anni fa, potrà essere stato il 2014 ma forse sbaglio, nel Chiostro di Sant’Agostino, qualcuno immagino della Parrocchia di San Pietro all’Orto, organizzò una giornata di incontro, scambio e conoscenza interculturale: i rappresentanti delle diverse cittadinanze presenti allora a Massa prepararono i loro piatti tipici, li misero in mostra raccontando gli ingredienti e come erano cucinati e ognuno poteva assaggiarli per conoscere i diversi usi e costumi alimentari di Russia e Ucraina, Albania e Moldavia, Africani del Magreb e dell’Africa centrale e così via…
Ho un ricordo molto bello di quell’iniziativa, dei sorrisi, della curiosità di conoscere e farsi conoscere; perché certe cose poi passano da lì, dal mangiare insieme, dallo scambiarsi il cibo per confrontarsi e conoscersi, passano dalla pancia, il contrario esatto del parlare alla pancia del paese, che fomenta sospetto, intolleranza e anche odio; qui solo succhi gastrici messi in moto dall’appetito, dalla curiosità e dalla voglia di imparare.
Ieri alla presentazione della lista di uno degli schieramenti che si affronteranno alle elezioni comunali, il candidato Sindaco a un certo punto ha raccontato un episodio della sua vita lavorativa, in larga parte trascorsa all’estero: si trovava nelle mezzo del traffico di una città caotica e dai finestrini dell’auto che stava guidando, vedeva in continuazione mani atteggiate nel nostro tipico gesto de la mano a cucchiara, come a dire ma cosa vuoi, ma chi sei, cosa fai qui, ecc. Solo successivamente gli viene spiegato che in quel paese il gesto significa mi fai passare per favore?
Raccontato ciò, per favorire l’integrazione dei nuovi immigrati a Massa e nel suo territorio, ha proposto la realizzazione di un opuscolo, che non costa quasi niente, nel quale vengano riportati i nostri usi e costumi, le abitudini, i modi di dire, di gesticolare ecc. ecc. il tutto tradotto in due o tre lingue, che tanto con il traduttore di Google si fa presto e non costa niente.
A questo punto se stessi scrivendo su whatsapp metterei a commento questa faccina qui 😳.
Perché l’integrazione passa dallo scambio e dalla capacità di convincimento che quella è l’unica maniera, sia nei confronti degli ospitati che degli ospiti, non da un manuale delle istruzioni da cui imparare a memoria se la mano messa in un modo indica una cosa invece di un’altra.
Poi certo che ci vuole anche il manuale, come in Ospedale vengono spiegate alcune procedure in italiano, arabo e russo, ma si tratta del passaggio successivo, in seconda, forse anche in terza battuta.
Sono quasi pronto a scommettere che il primo a non credere a questa proposta sia proprio il candidato in oggetto, proprio in virtù della sua frequentazione con altri paesi e che invece rappresenti solo una concessione fatta, appunto, per parlare alla pancia di una fetta del suo elettorato, per esempio quelli che votano Lega.
Forse prima degli opuscoli una bella cena non guasterebbe.