
Oggi mi fermo con la stesura di questo diario e resterò fermo fin dopo le elezioni, quindi ci rivediamo il 10 giugno, giorno in cui sapremo come sono andate le cose.
Perché mi fermo con la pubblicazione del DIARIO DI UN CANDIDATO? Proprio ora che la situazione sta entrando nel vivo, con i primi confronti televisivi, gli incontri con le categorie e l’associazionismo, il momento in cui vengono scoperte le carte…
Mi fermo perché mi dispiacerebbe se qualcuno della mia lista si potesse trovare in imbarazzo, o peggio in difficoltà, a causa di ciò che ho scritto o potrei scrivere nei prossimi articoli, perché ovviamente non è questa la mia intenzione; mentre sulle altre liste ne avrei da dire di cose… ma per il momento ho deciso di interrompere la cronaca di questi giorni, che però continuerò a tenere aggiornata sul mio Mac.
Mi fermo un po’ a malincuore, perché oltre alla campagna ufficiale di ogni lista, tutti noi sappiamo essere in corso campagne parallele e private, quelle di ogni candidato: ci sono quelli che hanno già un loro tesoretto più o meno certo di elettori su cui contare e da curare; oltre questo altri candidati incontrano persone per strada, li chiamano a casa, si vedono al bar o a cena per chiedere voti; ovviamente, è bene ricordarlo, tutto in maniera corretta e trasparente.
Solo che io non sono capace a farlo, non è proprio nelle mie corde, ho chiesto il voto (scherzando) solo a uno dei miei amici più cari Daniele! ricordati del tuo amico, l’altro purtroppo non vota a Massa; non l’ho chiesto neppure a mamma, babbo e zia Carla, figuriamoci…
Capiamoci: ovviamente so bene il valore di ogni singolo voto conquistato a mio nome e per conto della lista in cui sono candidato, ma semplicemente avrei preferito continuare a promuovermi raccontando le mie considerazioni su questo periodo e su alcuni temi della campagna elettorale, scrivendole su queste pagine invece che farlo con altre modalità, convinto che ci possono essere parole che vale la pena leggere e che dicono di più di una strizzata d’occhio o di una pacca sulla spalla, ed anche questo era fatto in maniera altrettanto corretta e trasparente.
Vedo questo modo come una forma di promozione personale non invasiva, non dannosa per la mia lista, anzi, chi voleva poteva dare un’occhiata e fare le sue di considerazioni, approvando le mie o dissentendo, dopo di che decidere se darmi il voto o non darmelo e amen. Da oggi lo farò solo a voce incontrando le persone.
Vabbè, ci risentiamo tra una ventina di giorni, nel frattempo vado a fare il mio pronostico sul risultato delle elezioni.
E comunque, se vi va, votatemi 😜.