CANTIERIDOMANI

E-distribuzione sta sviluppando da diversi anni il progetto CABINE D’AUTORE che trasforma le cabine elettriche in vere e proprie opere d’arte (https://www.e-distribuzione.it/Azienda/sostenibilita/street-art.html). Grazie alla collaborazione con le comunità locali (Comuni, Enti, Associazioni, Scuole) e con alcuni artisti nazionali e internazionali, che hanno messo a disposizione la loro creatività e il loro talento, e-distribuzione ha fatto diventare oltre 500 cabine, su tutto il territorio nazionale, uno straordinario museo a cielo aperto, a disposizione di tutti, oltre ad essere anche un grande progetto di riqualificazione urbana.

Due giorni fa e-distribuzione ha dato il suo nullaosta definitivo alla realizzazione che mio figlio Leonardo ed io abbiamo proposto ai primi di gennaio.

È stato un percorso fin qui abbastanza lungo, caratterizzato da una contrattazione su ciò che volevamo inserire nella nostra opera e ciò che e-distribuzione solitamente consente; per esempio non è stato facile far accettare le frasi che abbiamo messo nel bozzetto, considerate fuori dai canoni fin qui adottati nelle precedenti oltre 500 realizzazioni e già questo è un piccolo successo e una caratteristica che per certi versi renderà unico il nostro lavoro, un’opera grafico pittorica che comunica con delle immagini ma anche con dei testi a supporto di queste.

Confesso che l’iniziativa è nata sotto la stella dell’incoscienza: 144 metri quadrati di parete che necessiterà di un ponteggio di tre piani, con un impegno quantificabile tra le due e le tre settimane per dodici, quattordici ore di lavoro al giorno e la necessità di trovare qualcuno (più di uno) che paghi tutto quanto; e quando l’altro ieri è arrivata la conferma da e-distibuzione, per un attimo mi ha sfiorato il panico quindi si deve fare davvero?

La prima tappa, parallelamente a contattare e-distribuzione per capire tempi e modi, è stata quella di contattare l’Amministrazione comunale che ha fornito tutta la collaborazione del caso subito dopo la Pro Loco, per capire il modo di far rientrare il lavoro nell’ambito di un’iniziativa sociale che coinvolgesse la comunità, perché di questo si tratta e successivamente scrivere a tutte quelle realtà che avrebbero potuto aver voglia di dare un contributo all’operazione, un giro tra le realtà che solitamente (e generosamente devo dire) sono solite appoggiare queste iniziative e infine alcune aziende del territorio.

Sono state spese delle parole delle quali, trascorso questo periodo di elezioni, andremo a cercare conferma, dopo di che capiamo quando sarà il periodo migliore per iniziare il lavoro, mi viene da dire primi di settembre, ma è ancora da capire bene.

Ancora una cosa prima di concludere: l’opportunità di realizzare qualcosa a quattro mani con uno dei due miei figli (e non è detto che non si riesca a coinvolgere anche l’altro, ci stiamo lavorando) è un’emozione impagabile.

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