
In realtà la tua campagna elettorale è iniziata quattro anni fa, quando hai deciso di ritornare. Questo mi ha detto una cara amica qualche giorno fa.
È vero, ma non lo sapevo; l’ho scoperto gli ultimi di marzo, quando mi venne proposto di candidarmi.
La campagna elettorale (a mia insaputa) l’ho iniziata il 4 maggio del 2020, il primo giorno dopo la fine del lockdown dovuto alla pandemia del Covid. Parto da Bologna per rientrare a Massa, dove mi aspettavano i miei e quella che allora era la mia compagna. Parto senza essere cosciente che sarei poi rimasto.
Ho iniziato quasi da subito a riallacciare tutta quella serie di legami che col passare del tempo, i trent’anni trascorsi a Bologna, si erano in qualche modo sfilacciati, qualcuno interrotto del tutto. Riprendo a frequentare la Compagnia Sbandieratori e Musici, con la quale però nel corso degli anni il rapporto è sempre stato vivo, alcuni di loro li ho letteralmente visti nascere e crescere, con alcuni ci ho sbandierato insieme. Assieme a un’amica abbiamo dato il via al percorso partecipato sulla tutela e promozione del Lago dell’Accesa; poi l’esperienza con l’Associazione IL PULMINO CONTADINO e dopo LE VIE DELL’ORTO con l’Emporio di Comunità di Grosseto, la grafica per gli spettacoli di Sergio Sgrilli alle Ferriere, una stagione di serate a Molinpresso; poi la Pro Loco e le cose fatte per Halloween e Natale, qualcosa per l’Azione Cattolica e l’Unità Pastorale… insomma, in questi quattro anni mi sono davvero lasciato prendere dalla possibilità e dalla voglia di fare qualcosa per questa città che stava finalmente tornando ad essere la mia città, senza preoccuparmi da dove venisse la richiesta, quasi sempre contava (e conta) solo il piacere di dare una mano.
Ci ho messo tutto l’entusiasmo che ho, animato dalla passione quasi come se dovessi recuperare i trent’anni trascorsi lontano da qui.
Non so fare un’ipotesi su quale sarà il mio risultato in queste elezioni; nell’arco di due mesi e mezzo ho alternato alti e bassi nel provare a valutare che peso numerico potrei avere, previsioni che sono passate agilmente da un minimo numero di voti imbarazzante a un massimo forse poco credibile, a volte con frequenza giornaliera, spesso vittima, incontrando persone per strada, del “chissà se mi voterà…”.
Ho fatto poca campagna elettorale e quella poca che ho fatto, probabilmente non l’ho fatta bene bene, sicuramente non con i metodi soliti a questo tipo di circostanza, per esempio ho chiesto direttamente solo tre voti, tra l’altro scherzando, a tre carissimi amici, due dei quali purtroppo non andranno a votare e il terzo non so se lo farà per me.
Però, in compenso, ho ricevuto alcuni attestati di stima da parte di persone che mi hanno parlato, o mi hanno scritto, motivando la scelta del mio nome e questo lo considero già un grande successo di cui andare fiero, perché ho sempre pensato che un voto ricevuto è la conseguenza di quello che viene fatto, non il fine per cui si fanno le cose; è lì che può nascere nelle persone la fiducia che, semmai venissi eletto, potrei fare bene.
Buone elezioni a tutti.