Una scelta, un’opportunità

A un’ora e mezzo di bus dalla città di Kandy, in Sri Lanka, si trova il Rider Viharaya Silver temple, un tempio buddista scavato nella roccia, forse meno noto di quello di Dunballa a una sessantina di chilometri da qui, ma sicuramente di una bellezza straordinaria, forse perché un po’ sconosciuta e fuori dai giri turistici, ma per me, da ieri, anche per la cerimonia cui ho avuto la fortuna di assistere.

All’arrivo, avvertiti dall’ufficio turistico di Kandy, si è presentato all’area parcheggio questo tipo in moto per accompagnare gli ospiti alla struttura.

There is no enought space for us e two backpack

No problem” si mette davanti sul serbatoio lì zaino più piccolo, salgo dietro e partiamo per il breve tragitto

Where are you from

From Italy

Ah Docati motor!

“”Si Ducati, Pecco Bagnaia and Martinez for the next season

Ah yes good!”.

La camera è dignitosa il ragazzo della moto si raccomanda di tenere chiusa la porta quando in camera non c’è nessuno altrimenti “the monkey are a big problem”.

Sistemato un po’ il bagaglio, due passi qui fuori fino al tempio, davanti al quale c’è un agente di polizia, che dopo le domande di rito si rivela una guida molto disponibile e competente: accompagna lungo il percorso parlando della storia del tempio, spiegando i principi del buddismo con parole semplici e narrando degli artisti che hanno lavorato prima alla scultura delle statue (ricavate direttamente scavando nella roccia) e poi alle pitture, sia delle sculture che delle numerose decorazioni.

Ora tralascio la descrizione del luogo, perché al di là della bellezza, c’è stato un lungo momento dedicato a una delle tre celebrazioni quotidiane.

I monaci hanno iniziato a spazzare dalle foglie i vialetti in pietra che conducono al tempio e dopo la sabbia tra di questi; hanno poi poggiato a terra tanti lumini con l’olio e lo stoppino per segnare il tragitto e per farlo hanno chiesto l’aiuto dei presenti, così ci siamo dati da fare. Nel frattempo sono arrivate altre persone che ho creduto essere del posto, un piccolo gruppo di francesi e una donna tedesca, che a cena poi ho saputo chiamarsi Janet ed essere di Hannover; portavano in dono dei fiori, che con il loro appassire d seccarsi sono il simbolo della caducità della vita, e degli incensi che hanno distribuiti a tutti i presenti. Così, in un piccolo corteo, siamo entrati nel tempio per omaggiare la statua del Buddha.

L’ho trovata una cosa bellissima la condivisione di un momento quotidiano, ma per loro così importante, con degli sconosciuti, coinvolgerli nell’offerta al Buddha, con un atmosfera a tratti scandita dal suono dei tamburi dei monaci, nel contesto del tempio adornato da sculture e decorazioni pittoriche stupende.

Mi ci sono approcciato da non credente, ma con una partecipazione rispettosa e mi sono commosso, di una commozione piena di gratitudine.

P.s.: la statua del Buddha che vedete nella foto, con le mani in quella posizione, sta significare che la vita, ogni giorno, ti dà una scelta e/o un’opportunità.

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