DIARIO DI UN CANDIDATO | giorno UNO

Dunque è iniziato ufficialmente il mio impegno come candidato alle prossime elezioni Comunali qui a Massa Marittima, con il primo atto pubblico, la presentazione della lista dei 12 nominativi, alle 17.00 di oggi pomeriggio.

Verso le tre ho posato per le foto che serviranno per la campagna e già quello per me è stato un bello scoglio, fortunatamente reso meno gravoso di come solitamente mi approccio all’essere fotografato, grazie alla fotografa, alla art director e all’altro candidato presente, che hanno stemperato l’ansia da prestazione.

L’appuntamento delle 16:30 ha riempito tutta la Sala dell’Abbondanza, con alcuni spettatori che hanno trovato posto solo nel ballatoio.

Per quel che mi riguarda, come per altri candidati, l’emozione era evidente: chi cercava di dissimularla chiacchierando e scherzando, chi ripassandosi mentalmente le cose che avrebbe detto di lì a poco, o leggendo gli appunti. Io non riuscivo a staccare gli occhi dagli accenti e dagli apostrofi utilizzati con una quanto meno audace disinvoltura nei manifesti, nei post per i social, nelle slide che venivano proiettate… è più forte di me, di certi particolari non riesco a farmene una ragione.

Mi ero preparato cosa dire, un finto a braccio e anche se non avevo un foglio con gli appunti, avevo però in mente i passaggi salienti che avrei toccato e come arrivarci. Trovo che l’improvvisazione se la possa permettere solo chi ha una grande dimestichezza col farlo, restando assolutamente comprensibile, concreto, senza ripetere più e più volte gli stessi concetti, che poi magari manco dei concetti sono, solo parole. Prepararsi lo trovo rispettoso dell’importanza del momento e, sopratutto, del pubblico che è venuto lì apposta per capire chi sei, forse, se varrà la pena concedermi la sua fiducia, oppure un motivo in più per votare altre persone di altre liste.

La mattina, nelle prove fatte a casa, avevo cronometrato per restare tra i 4 e i 5 minuti, tempo oltre il quale, in circostanze come queste, non aggiungi nulla di più e finisci col risultare ripetitivo, con gli altri della squadra che inutilmente si affannano, gesticolando per invitare a stringere, gesti che quasi mai sono visti o vengono proprio ignorati.

Siamo andati bene? In generale non lo so, meno che mai so come sono andato io: a parte l’istinto di non usare il microfono, che ho dovuto sopire alla richiesta “non si sente!” dopo aver pronunciato appena tre parole, mi sono ricordato tutto ciò che volevo dire; in quanto al tono, all’impostazione, alla pronuncia, i tempi… boh.

Ci sono stati interventi asciutti, puntuali, senza troppe divagazioni, andati via sull’onda dell’esperienza e della dimestichezza di trovarsi con un microfono in mano davanti al pubblico. Ce sono stati altri troppo lunghi e inevitabilmente ripetitivi, altri improvvisati non proprio nel migliore dei modi, ma magari ripaga la spontaneità. Nella chat dei candidati sono stati fatti dei gran complimenti reciprochi,  ma è un po’ come in quella scena di PULP FICTION in cui Mister Wolf, per darci un taglio con complimenti reciproci in cui stanno indugiando Vincent Vega e Jules Winnfield, pronuncia la frase “…beh non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda“.

Su questo aspetto potrebbe essere invece utile a tutti avere un parere spassionato, proprio una roba tipo sei andato bene su questo, peggio su quest’altro, la prossima cerca di… così da migliorarsi (e prepararsi) in vista dei prossimi appuntamenti pubblici; se ne gioverebbe tutta la Lista.

Per oggi è tutto

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