Tipo A, tipo B

Massa Marittima, esterno giorno. Due amici siedono un tavolo di uno dei locali in Piazza Garibaldi. Il sole di fine gennaio, insolitamente tiepido, li scalda abbastanza da rendere sufficientemente piacevole il restare seduti lì ancora un po’. Sullo sfondo la Cattedrale, il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale…

A: Bello eh?

B: Eh… bello si!

A: Sai cosa mi sono immaginato a proposito di questo posto?

B: Cosa?

A: Ho immaginato qualcosa che somiglia al risveglio della coscienza civica. Sai quella coscienza che va al di là degli soliti schieramenti, destra, sinistra, centro, su, giù… ecco, quella cosa lì…

B: “…niente più paesi, e neanche religioni…” eh eh eh si, credo di capire di cosa parli.

A: …il risveglio della coscienza di quelle persone che sono capaci di immaginare un ponte nello stesso luogo dove altri invece scavano una trincea, pensa.

B: Vuoi dire la coscienza di tutti coloro che prima di cercare il colpevole trasformano il danno in un’opportunità per tutti quanti? Una cosa del genere vuoi dire?

A: Esatto! Mi sono immaginato che fosse la coscienza civica di quelle persone a risvegliarsi, perché ce ne sono, sai?

B: Eh, spero di si, chissà… è che sono sospettosi, molti hanno paura di sbilanciarsi per una parte o per l’altra, perché ieri hanno pareggiato e oggi non sanno come svincolarsi, e li hanno fregati o li stanno deludendo.

A: Ce ne sono ce ne sono. E sai che ti dico? Ti dico che non è un’illusione la mia, non è un miraggio, perché davvero ho la certezza che mettendo le proprie capacità al servizio di un’idea, il proprio impegno e il profondo amore per questa terra, le cose potrebbero migliorare. Non cambierebbero del tutto, certo, ma sicuramente migliorerebbero, almeno un po’.

B: E come potrebbe accadere, sono curioso, sentiamo…

A: Potrebbe accadere… fai bene attenzione, dico potrebbe… potrebbe accadere immaginandosi una visione di ciò che potrà essere Massa Marittima e il suo territorio da qui a dieci anni. È questo ciò che vorrei poter chiedere a tutti di fare, ecco.

B: Mmm detta così non dici poi molto, no? E lo dici perché sei convinto che esista realmente la possibilità di cambiare le sorti di questa Città?

A: Si, ne sono certo… ci spero almeno… cambiare le sorti forse no, ma rallentare questo declino che pare inarrestabile, questo si! Cambiare per far rivivere a Massa una stagione di fiducia; magari all’inizio timida, minata dagli inciampi che inevitabilmente sarebbero incontrati nel percorso immaginato, ma sono certo che i risultati ottenuti saprebbero ripagare gli sforzi fatti.

B: Certo che poi i tempi non sono dei più propizi, la crisi dei piccoli centri che dilaga ormai da almeno 15 anni… E poi per fare le cose, ci vogliono le risorse…

A: Si si i soldi i soldi, certo, sono d’accordo…

B: Non voglio risvegliarti bruscamente dal sogno, ma questa è lo stato di fatto, al di là dei tuoi e dei miei desideri.

A: Si, certo, però… però… vorrei che nessuno si spaventasse all’affermazione “mancano le risorse”, perché un’idea buona, ben articolata, sostenibile e realmente percorribile può attrarre risorse. Meglio se le idee sono più di una, ovviamente, ma tutte che puntano verso un’unica visione

B: Appunto, lo dicevo…

A: Ma nessuno si dovrebbe spaventare perché le prime risorse sono le persone, guardati intorno: donne e uomini liberi che pensano ce ne sono, che propongono delle idee e intorno a quelle si uniscono per realizzare qualcosa che prima non c’era, qualcosa di cui forse neppure si sapeva di aver bisogno…

B: …qualcosa che da quando ci sarà non sapremo più immaginare come facevamo prima senza. Sai cosa mi piace di quello che mi stai raccontando?

A: Cosa?

B: Che in questi tuoi discorsi non trovo traccia del muro contro muro che ha caratterizzato la politica cittadina degli ultimi anni.

A: Certo che no! Perché io sono stufo di questa situazione, tu no? Voglio che non ci siano più nemici contro cui scagliarsi, perché non ci sono vendette da portare a compimento, nessun muro da innalzare, semmai solo da abbattere, perché lo sai come me, che al di là di quel cemento c’è sempre qualcosa che vale la pena di essere osservato, capito, affrontato…

B: …e magari risolto, una volta tanto senza aggirarlo o voltare le spalle e far finta di niente. Senza dimenticare che dalle sabbie mobili o se ne esce tutti insieme o non ne esce nessuno e di questo tutti devono esserne coscienti.

A: E affinché un sogno come questo ambisca a diventare realtà, ci vuole di credere nel futuro, credere nella voglia di investire negli anni a venire, perché è fondamentale questa voglia, prima per noi stessi e poi per i nostri figli, che se è giusto che i ragazzi se ne vadano da casa e dalla propria città, è ancor più giusto che questo non sia un obbligo.

B: …e che sopratutto, se vorranno, devono poter tornare sicuri di trovare qualcosa di diverso ad aspettarli.

A: Esatto! Qualcosa di meglio di quando sono partiti, qualcosa che è nato e cresciuto per la volontà di quelli che ci hanno creduto ponendosi lontano da ogni vincolo, lontano dai calcoli, lontano dalle paure, lontano dalla rassegnazione. Ti ricordi di quando ti dicevo di credere nei progetti partecipati? Quei progetti intorno ai quali un gruppo di persone si può identificare e unire per portarli avanti. Una cosa così insomma…

B: A sentirti fai venire la voglia di non sentire più parlare di Massa Marittima come il paese dell’ex: l’area ex Molendi, l’ex Agraria, l’ex Tiro a segno, l’ex Pretura, l’ex Castello di Monteregio… a sentirti raccontare questo, comincio a credere che gli abitanti di Massa Marittima potrebbero davvero iniziare a produrre idee e progetti per il futuro, quello immediato e quello prossimo, e magari va a finire che si riesce a fare in modo che EX si trasformi in NUOVO.

A: Che fa, inizi a sognare anche te?

B: Beh, un po’ si, perché forse forse non le hai sparate grosse, non troppo grosse e inizio a pensarci anch’io.

A: Vabbè dai, per oggi abbiamo sognato anche troppo

B: Chissà…

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