Facciamo l’appello

Si dice che a Massa Marittima, oltre alla maggioranza politica che amministra il paese (con tutte le varianti di denominazione che questa ha avuto dal 2 giugno del 1946 fino a oggi, partendo dal PCI fino ad arrivare alla lista civica MASSA GUARDA AVANTI) ci siano altri due gruppi di opinione che influenzano la vita politica, economica, sociale, culturale e spirituale, tutti aspetti evidentemente correlati in maniera stretta gli uni con gli altri, in una circolarità ininterrotta.

Le definizioni del verbo influenzare, cioè esercitare un’azione determinante su qualcuno o qualcosa, spaziano molto, attraversando una lunga serie di sfumature a volte impercettibili: condizionare, impressionare, influire, orientare, suggestionare, manovrare, plagiare.

Questi altri due gruppi di opinione sono la CURIA e la MASSONERIA.

Attenzione! Non sto entrando nel mondo frequentato dai terrapiattisti e dai fautori delle scie chimiche, dove dominano i poteri forti che ci vogliono manipolare; niente di tutto questo; ma nessuno di noi è né cieco né sordo. Influenzano la vita cittadina in quanto trasversali alle vite della popolazione, qualcosa che va ben al di là del tempo libero o all’attività lavorativa esercitata, perché si tratta di una fede, seppure praticata in tempi e modi differente; chi la pratica agisce in maniera conforme alla fiducia concessa o ricevuta e tra le parti si instaura un rapporto di reciprocità costante sul piano dei sentimenti e degli affetti.

Questi due gruppi di opinione, come è lecito che sia, agiscono nei confronti degli individui a loro vicini e perseguono le proprie finalità nei modi e nei tempi che più si confanno al proprio ambito di attività, secondo le regole che ne dettano gli scopi e secondo le norme che gestiscono la civile convivenza di una comunità, sia questa piccola come Massa Marittima oppure grande come un’intera Nazione.

Io non so quale sia il livello di influenza che possono esercitare sulla cittadinanza di Massa Marittima, o per meglio dire immagino quale sia questo livello almeno a grandi linee, come immagino qual’è il raggio di azione di ognuno dei due, vincolata com’è la loro stessa natura in un amalgama di devozione, orgoglio di appartenenza, ricerca dell’accordo possibile, tre aspetti che per più versi li accomuna.

Quello che mi interessa oggi, a meno di quattro mesi dalle Elezioni che rinnoveranno l’Amministrazione comunale di Massa Marittima, è capire quanto queste due entità saranno della partita, una negli ambiti di intervento dell’altra, nell’intrecciare le proprie finalità.

Certo che non lo verranno a raccontare a me e neppure a voi (o per lo meno non a tutti) perché ci sono argomenti di cui si tratta in privato, senza nessun clamore per non alimentare le voci (non si sa quanto vere e quanto false) che potrebbero venirne fuori sulle cause di questi contatti e, sopratutto, sugli effetti che immancabilmente ne derivano. Oltre a questo, queste entità (almeno ufficialmente) non trattano di politica o di amministrazione cittadina, e certamente non lo fanno nei loro luoghi di rappresentanza.

Non ho motivo di dubitare che questi gruppi di opinione abbiano tra i loro fini il benessere della comunità di cui fanno parte e di cui, in parte, sono chiamati a rappresentare le istanze, interpretandone i bisogni per poi agire affinché questi siano soddisfatti e trarre considerazioni sui modi e sui tempi in cui questi sono stati appagati o possano esserlo, direttamente o indirettamente.

Per questo, dicevo, quello che mi interessa oggi è capire che atteggiamento potrà essere tenuto nei confronti dell’Amministrazione comunale uscente, cioè verso una sua eventuale riconferma o meno e quale potrà essere il loro atteggiamento verso un’eventuale diversa compagine che ambisca ad affermarsi.

Vorrei capire se la CURIA e la MASSONERIA, vicini come sono da sempre a una larga fetta dell’elettorato, abbiano trovato soddisfacente la gestione da parte della Lista MASSA GUARDA AVANTI, del quinquennio amministrativo che sta per concludersi e quindi degna di ambire alla riconferma; oppure se in loro si è insinuato il dubbio che in questo sufficientemente lungo arco di tempo, si sarebbe potuto fare meglio. Perché se è vero che il contesto nazionale e locale é cambiato, è ancora più vero che le cose cambieranno ancora e sempre più in fretta, occorreranno altre premesse per affrontare contesti diversi e che gli attuali Amministratori, se non hanno mantenuto fede ai patti presi nel redigere il PROGRAMMA ELETTORALE delle passate elezioni, forse non hanno tutti gli strumenti necessari per farlo, o forse li hanno ma non sanno come adoperarli. O ancora, nella peggiore delle ipotesi, non hanno la volontà di farlo.

Gli attori in campo sono molti di più di ciò che è visibile, molti di più di ciò che comparirà nelle Liste che si presenteranno. Nella situazione in cui si trova Massa Marittima, uno dei tanti piccoli borghi che da almeno quindici anni stanno attraversando una crisi a tratti molto profonda, sarebbe necessario e importantissimo capire e dichiarare da che parte sta ognuno, al di là delle affermazioni di rito e di facciata, perché Massa Marittima sta rischiando di sprofondare e dalle sabbie mobili o si salvano tutti o non si salva nessuno.

Chi può fare qualcosa deve farlo a viso aperto, lanciando un segnale chiaro che dimostri anche fuori dei loro originari ambiti di intervento, che tra i fini della propria attività c’è davvero il benessere dei cittadini che questi gruppi di opinione rappresentano trasversalmente. Il benessere di tutti i cittadini, non solo dei vincitori, affinché il 26 maggio, gli amministratori eletti, non si trovino ad amministrare solo per la metà degli elettori, proprio come accade adesso.

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