FEMORE 3

Henri_Rousseau2Ieri mattina hanno ricoverato una matta.

Lo so: detto così non è una bella affermazione per niente.

Perché deride lo stato mentale di una persona, una povera persona, aspetto di cui non ha colpa ma anzi ne è la prima vittima, non si dovrebbe mai fare.

Però, detto questo, è innegabile che certe situazioni al limite del paradossale, suscitino divertimento.

Nel reparto sta per arrivare la visita dei medici, quindi me ne vado a cercare da sedermi nel corridoio di accesso al reparto.

Alle due estremità del corridoio, lungo le pareti sono posizionate due file di sedie per l’attesa dei parenti, la prima delle quali occupata da una coppia che aspetta il proprio turno per una visita e nell’altro posto è seduta una signora. La seconda fila è libera e mi dirigo là passando davanti ai tre.

La signora avrà circa sessantacinque anni e indossa una vestaglia dalla fantasia esotica che ricorda una foresta tropicale con dei fiori gialli e grandi foglie dai molti toni di verde. Sembra un quadro di Rousseau, il Doganiere.

Superati da appena qualche passo, sento lei che dice “Che poi lo so che la mandano da Roma per controllarmi, non importa che faccia finta di niente, che tanto me ne accorgo lo stesso

Incerto se sta dicendo a me oppure no, rallento il passo, mi volto indietro e guardo interrogativo verso la signora e i suoi vicini di seduta.

“Dico a lei si. Ma perché non vi rifiutate, perché non avete la forza di dire no? Dovete trovare la forza per dire no

Credo di capire la situazione, un evidente stato confusionale o qualcosa che ci somiglia molto, così faccio finta di nulla e proseguo.

“Che poi io sono solo una ex insegnante in pensione, loro vogliono i miei soldi, ma io cosa ho poi? Qualche risparmio in banca, e chi non ce li ha. Proprio i miei risparmi vogliono, ecco cos’è!”

Dopo qualche frase che non sento, ma immagino di circostanza, i suoi vicini di poltrona si alzano e se ne vanno: fortunatamente li hanno chiamati per la visita che stavano aspettando, togliendoli così dall’imbarazzo di una conversazione insostenibile.

Apro il telefono per controllare la posta e un attimo dopo mi accorgo che si è alzata e fa per venirmi incontro.

Vorrei alzarmi anch’io e andarmene ma è troppo tardi, lei è davanti a me, veloce in maniera insospettabile.

“Poi mandate i messaggini per fare sapere a quelli di Roma cosa sto facendo…

Imbarazzo, non so dove guardare, sono preso di sorpresa dalla sua mossa e non so bene cosa rispondere.

“…ma perché non trovate il coraggio di dire no, ribellatevi! Io sono solo un’ex insegnate ho pochi risparmi in banca, ma chi non ne ha? Volete tutti i miei risparmi ma non ve li darò mai piuttosto…

“Signora… io veramente non so di cosa sta parlando, davvero, le assicuro…

Non dite le bugie! Bisogna vivere nella trasparenza, nella luce della grazie di Dio, sennò dopo la morte si finisce all’inferno!”

“Ma ne vale veramente la pena?

“Ma no, è che io…”

“Rifiutatevi! Dovete dire di no!” in tono pacato ma deciso; dirò:  se davvero fossi stato un emissario dal male, o anche solo un agente proveniente da Roma, mi sarei quasi lasciato convincere.

No guardi, veramente, le assicuro che  io non c’entro niente…”  ma che! Cerco di essere altrettanto convincente ma non sembro avere le sue stesse capacità, non c’è verso di farmi crede; forse ha visto nei miei occhi quell’ombra di ipotetico pentimento, vai a sapere…

Mi guarda ancora un attimo con sospetto, si volta e torna a sedersi da dove si era appena alzata.

Sollievo.

Dopo qualche minuto, terminata la visita del Direttore medico, mi alzo anch’io, per tornare incamera da mia moglie.

Passo davanti alla signora ancora seduta che, non appena vede con la coda dell’occhio che mi sto muovendo, si volta verso di me, mi guarda e sorride

Buongiorno. In visita da un parente oppure è qui per lei?” rallento il passo per non essere scortese

emm… buongiorno, si… cioè, sono qui per mia moglie, un intervento…”

Eh si, quando si entra negli ospedali si sa quando si entra ma non quando si esce.

“Già… la saluto, buona giornata…

Anche a lei e auguri. Più tardi passo a fare visita alla sua signora se le va” oh merda! penso

“Si, magari gliene parlo, sa è molto stanca in questi giorni. Di nuovo, a presto” le rispondo mentre riprendo il cammino quasi scivolando lungo il corridoio per fare più in fretta.

…ci vuole la fede e la speranza e con quell’aiuto si superano tutti gli ostacoli. Siamo tutti nelle mani del signore!

Eh già, immagino. Magari anche un buon chirurgo però aiuta

Chissà quali altri sviluppi ci aspettano nei prossimi giorni.

Stay tuned.

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