2013 – 2

calcenterLA RAGAZZA

Pronto? Buonasera sono Laura Franci, vi ho inviato un curriculum proprio ieri pomeriggio”

“Salve, ah si, mi dica pure, non ho visto io il curriculum però se posso esserle d’aiuto..”

“Si si ecco… era solo che volevo essere certa che fosse arrivato, sa, è una cosa importante e allora… molto importante...”

Le trema un po’ la voce, sembra in affanno come se avesse appena fatto una corsa su per le scale. Dall’altra parte dello studio Sergio, mentre parla al telefono, mi fa un gesto per indicarmi che sa di cosa si tratta.

Si capisco, però in questo momento il mio collega che lo ha ricevuto è impegnato, così…

Ecco si, guardi è gentilissimo, no perché è veramente una cosa importante…”

Adesso non sembra più che abbia appena corso su per le scale, adesso sembra che stia per mettersi a piangere; ma che c’entra, dai!

Guardo Sergio interrogativo, sguardo che ricambia senza aver capito di cosa si tratta.

Sta proprio piangendo, cazzo.

Si perché è molto importante, mi scusi ma… ma è un brutto momento…” singhiozzi.

Si, capisco… appunto le dicevo che appena…” vorrei chiederle se si sente bene ma la domanda mi sembra talmente stupida che evito, è evidente che non vada per niente bene.

Perché, insomma ho già ventitré anni e tra pochi giorni sarò a casa dal lavoro che facevo prima, ero alla Provincia, ma mi hanno fregato quegli stro…. scusi…” voce strozzata

“…”

Perché era un contratto a termine e mi avevano promesso che… però poi. Ora dovrei andare a quel call center a Sasso Marconi per tre euro l’ora, ma come faccio?...” singhiozzi che le bagnano a voce, singhiozzi che non riesce a trattenere, tira su col naso.

Mi rendo conto… mi spiace moltissimo, sono periodi questi  che non si sa…”

Oltretutto la banca oggi ha rifiutato l’ipoteca sulla casa ai miei genitori e non so davvero che fare...” pianto a dirotto.

Cerco di appellarmi all’ipotesi che possa trattarsi di uno scherzo telefonico, vedrai che adesso scoppia a ridere, mi dice che ci sono cascato, che ho vinto gli adesivi e la t-shirt di una radio…

Mi spiace, non so che dirle, veramente…

…guardi le assicuro che non appena il mio collega si libera la faccio richiamare

“Si la ringrazio, mi deve scusare, sto facendo una figura che…”

Ma no! Non ti preoccupare di questo, ci mancherebbe, è l’ultima delle cose di cui devi preoccuparti, davvero.

“Si ma ora passa, è solo che è un momento questo che…

Si ma certo, vedrai che è solo un momento passeggero, purtroppo capita e uno non deve farsi buttare giù così, dai!” sono passato a darle del tu come se questo potesse farmi sentire più vicino, mi rendesse automaticamente più partecipe di quello che sta passando.

Si si, allora restiamo d’accordo così, va bene?”

Si, la ringrazio e mi scusi di nuovo

La festa di laurea, a casa con i suoi, truccata e vestita carina per il lavoro in Provincia, colloqui, colloqui, colloqui, curriculum, mail, telefono, call-center…

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