Giovedì

female-vietcong-fighter-photographSono arrivato qui poco dopo le otto e ho trovato Sabrina col morale sotto i piedi, forse più giù. Ha dormito male nonostante le abbiano somministrato qualcosa per consentirle una notte tranquilla.

Ricordo che nelle ore successive del suo ultimo intervento, nell’ottobre del ’95, gridava “voglio la morfina! datemi la morfina!” facendo appello nonostante tutto alla sua vena comica e per questo negli anni successivi da noi è stata molto sfottuta, manco fosse stata la vittima di un conflitto a fuoco nel Delta del Mekong… eh, questa è una citazione molto anni ’70…

La visita medica quotidiana nel reparto ci ha lasciato delle tempistiche di massima per una radiografia toracica, un’ecografia addominale e una lunga risonanza magnetica presumibilmente tra sabato e domenica.

Vorrei proporre a sua moglie il nostro servizio di consulenza psicologica, sono diversi anni che lo pratichiamo e sempre con dei buoni risultati”

“Si, io sono d’accordo, magari sentiamo lei, non credo abbia nulla in contrario, chieda pure”

“E il servizio è disponibile anche per i familiari; crede possa servire un aiuto in questo senso, non solo  per lei ma anche per i suoi figli?…”

“Magari! A me viene subito a mente Jacopo, è il più piccolo e per questo forse è il meno attrezzato ad affrontare la situazione, però Leonardo, anche se ha già diciassette anni forse…”

“Sicuramente. Però anche lei…”

“Già, certo, anch’io, si…”

… … …

Tu come stai?” mi ha chiesto un’amica

“Non lo so. Bene mi verrebbe da dire… io poi sto sempre bene…” ho risposto “è uno strano limbo questo qui…

In queste circostanze mi sento una figura importante ma allo steso tempo perfettamente inutile, della quale, dall’esterno, si finisce con il sopravvalutare il senso, a sbagliare a misura.

È anche vero che sono la figura, mi viene da dire, più facile: mi si può chiamare, scrivere, leggere e finisco col fare da filtro a tutto il dolore e la paura che ci sono dietro e che sono tutti di Sabrina, sulle sue spalle.

Quello che in tutti questi anni ha salvato mia moglie, specialmente dal 2005 fino ad oggi, è stata l’ironia e la capacità di ridere di se stessa e dei propri guai.

Tanto che di questa sua capacità, la prima, io sono riuscito a fare un mio mito e un punto di arrivo che vorrei raggiungere, sempre più convinto che bisogna procurarsi, coltivare, far crescere e imparare a gestire l’ironia, che diventa una forma di salvezza qualunque cosa ti possa capitare. Almeno per quello che è la mia, la nostra esperienza familiare.

Per quanto riguardo invece la capacità di ridere di se stessi, ancora non ci sono, ma è più difficile. Significa conoscersi profondamente, vedere i propri limiti senza frustrare costantemente i propri pregi che finiscono col sembrare sempre pochi ed espressi in modo sbagliato.

Beh, ma ci sto lavorando.

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